Come mio primo post vorrei eseguire una panoramica critica sulla ”generazione di discotecari” di questi ultimi tempi in Italia.
Posso affermare che stiamo assistendo a grandi linee a 2 movimenti ben distinti, ma che in realtà hanno fin troppe cose in comune.
In primo luogo il movimento COMMERCIALE, che vede gente di qualsiasi età affollare locali per l’appunto ”commercializzati”, che propongono le hit house del momento, quelle che ”fanno ballare” come si suol dire. Non mi meraviglio del fatto che questa tendenza sia estrememente in voga, in quanto alla gente in fondo piace divertirsi, piace saltare, scatenarsi, trovare una nuova compagna in una serata dominata dall’alcool. Ma senza dubbio a questi individui non piace la musica. La serata in discoteca diventa una occasione in cui conoscere nuove persone, bere e magari farsi arrestare al ritorno per un tasso alcolemico troppo elevato.
In secondo luogo il movimento autodefinitosi ”UNDERGROUND” che anche questa volta può suscitare molte critiche. Parlo di ragazzi soprattutto giovani, che si avvicinano al mondo minimal-techno senza criterio e seguono i dj super-star che riescono a riempire con la loro musica anche enormi palazzetti. Definire la musica che ascoltano come ”commerciale” è quasi una eresia, ma in realtà questi ragazzi non si rendono conto che una serata, per ospitare migliaia di persone, non può che essere commerciale essa stessa!! E sfortunatamente questa categoria vede un mondo di ragazzi che abusano di droghe, per divertirsi di più, per essere alternativi, per essere dei veri clubbers. Mi suscita ilarità anche questa volta il fatto che la maggior parte di essi non sono ancora maggiorenni e credono di poter intavolare discorsi di musica i quali terminano quasi sempre in ostentazione delle loro esperienze di droga.
Certamente questa semplificazione è molto riduttiva, non pretendo di poter descrivere l’interno panorama in 2 righe. Ma con queste considerazioni vorrei appunto dimostrare come in realtà queste due tendenze si somigliano molto, anche dal punto di vista di cultura musicale: in entrambe le situazioni si parla di persone che non ascoltano la musica, ma persone a cui piace andare in discoteca per ballare (sballare) e basta. Non si pongono domande su ciò che le loro orecchie ascolteranno, probabilmente perchè non hanno preferenze o non sono abituati ad ascoltare. Ebbene, io ritengo di essere una di quelle persone a cui invece piace ascoltare; perchè in fondo…a chi piacerebbe cenare in un ristorante senza porsi domande sulla qualità del cibo o senza gustarlo?
